società

Risultati non desiderati dopo un intervento di chirurgia plastica


Chirurgia estetica: Quando qualcosa non riesce

da Marianna Camporese

Alcune persone devono essere sottoposti a chirurgia plastica ricostruttiva perché hanno subito un incidente o per correggere una deformità congenita. In questi casi, c’è poco da prendere in considerazione i pro e i contro. Tuttavia, quando si ricorre alla chirurgia estetica per trasformare qualcosa che non ti piace del tuo corpo ci sono molti fattori da considerare.

Il motivo principale alla base della volontà di sottoporsi alla chirurgia estetica è spesso il nostro desiderio di piacere a noi stessi, di diventare il modello di immagine che consideriamo ideale.

Il problema è che, spesso, l’immagine è stata condizionata da stereotipi di perfezione proposti dai media. Basti dire che le immagini mozzafiato di modelli sulle riviste sono quasi sempre frutto di Photoshop e di abilità tecniche del fotografo o cameraman. Quindi, molte volte, quando inciampiamo in strada con una celebrità, allora diciamo: “Ah, però!”.

Se state pensando di scegliere la chirurgia estetica per modificare qualcosa che non vi convince, dovete prendere in considerazione una serie di fattori.

In primo luogo, tutta la chirurgia comporta dei rischi e benefici. Come suggerisce il nome, la chirurgia estetica ha la finalità di correggere le forme, eccessi o difetti nel nostro corpo quando qualche “imperfezione” ci crea disagio. Se tutto va bene, l’ intervento può aumentare la nostra autostima. Per esempio, una ragazza complessata perché ritiene di avere un seno troppo piccolo potrà riacquistare sicurezza in se stessa e sentirsi più sensuale dopo una mastoplastica additiva. Un uomo con grasso addominale potrà sentirsi più a suo agio dopo una liposuzione.

Ma d’altra parte, quando i risultati della chirurgia estetica non soddisfano le nostre aspettative, le conseguenze possono essere pericolose e traumatiche. Addirittura ci sono stati casi di persone che sono caduti in una profonda depressione quando il risultato ottenuto non soddisfa le aspettative. A parte questo, le persone che stanno prendendo in considerazione la chirurgia estetica devono essere consapevoli che a volte le cicatrici non guariscono bene, possono capitare infezioni, necrosi o altre complicanze.  Queste non sono necessariamente dovute ad un errore medico ma può essere legato alla variabilità biologica specifica del paziente. In parole più semplici, non tutti guariscono nella stessa maniera. Alcuni hanno una cicatrizzazione ottima, altri una normale e altri ancora una scadente.

Se dopo il periodo di recupero e guarigione il paziente non è soddisfatto dei risultati, la prima cosa che deve fare è parlare con il chirurgo per cercare di chiarire i motivi e le eventuali correzioni possibili. I costi dell’ intervento riparatore dovrebbero essere molto ridotti o addirittura a carico della struttura e/o del chirurgo.

Se invece si ritiene di aver subito un danno, allora le cose prendono un’ altra piega. Il primo passo è quello di verificare se abbiamo ragione. A tale scopo bisognerà chiedere la cartella clinica e sottoporsi ad una visita medico legale. La cosa è già un po’ più complessa da gestire e quindi di solito subentra un legale. Se la perizia dovesse evidenziare che effettivamente avete diritto ad un risarcimento, allora sarà l’ avvocato a rivolgersi al chirurgo per tentare una transazione privata. Se questa fallisce bisognerà ai sensi della vigente legge procedere con un Tentativo di Mediazione Obbligatoria.

Se anche l’ ultima fase non ha portato i frutti desiderati, allora non rimane altro che procedere con la giustizia ordinaria che purtroppo nel nostro paese è molto lenta. Per questo motivo la chirurgia estetica va considerata come un prezioso strumento per migliorare il proprio aspetto ma va approcciata con consapevolezza e maturità.

da MONDOLIBERONLINE.IT

25esima edizione di Laser Florence


Medicina: Firenze, il 4 e il 5 novembre la 25esima edizione di Laser Florence

Si terra’ il 4 e 5 novembre a Firenze la venticinquesima edizione di Laser Florence, il congresso sulla medicina laser organizzato dalla Ialms (International Academy Laser Medicine Surgery), sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Ordine dei Medici e della Provincia di Firenze. La Ialms e’ stata fondata a Firenze nel 2000 ed e’ presieduta dal professor Leonardo Longo, medico chirurgo specialista e professore a contratto in Laser Medicina a Siena e San Marino, ricercatore presso diverse universita’ in tutto il mondo e autore di centinaia di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.

A oltre 50 anni dalla scoperta del laser, piu’ di duecento medici, ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo si ritroveranno all’auditorium di Sant’Apollonia, nel cuore del centro storico di Firenze, e, alla presenza di molti dei piu’ importanti pionieri mondiali del settore, presenteranno la rassegna aggiornata dell’impiego del laser in ambiti della medicina dove ormai se ne fa uso di routine e i dati sulle applicazioni ancora in fase sperimentale, dall’oncologia alla medicina energetica (quantistica), passando per l’ odontoiatria e la dermatologia, fino ai sorprendenti risultati nell’ambito delle lesioni spinali e della rigenerazione dei nervi.

Risultati eccellenti, che saranno presentati a piu’ riprese nel corso del congresso, assieme a nuove tecniche di tipo chirurgico e diagnostico e alle principali linee guida che, settore per settore, i principali esperti mondiali metteranno in luce.

Laser Florence si svolgera’ quest’anno in joint venture con il quarto congresso dell’International Phototherapy Association (Ipta), presieduto dal professore Carlo Fornaini dell’ Universita’ di Parma. L’Ipta e’ stata fondata in Giappone circa sei anni fa, per studiare le interazioni tra i laser non chirurgici, i farmaci ed i tessuti biologici.

Venerdi’ 4 novembre, alle ore 19.30, il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci dara’ il benvenuto ufficiale a tutti i partecipanti nel corso di una cerimonia a Palazzo Medici-Riccardi, alla quale saranno presenti, fra gli altri, il professor Isaac Kaplan, il primo chirurgo al mondo ad aver operato con il laser e il professor Alfons Hofstetter, gia’ direttore della Clinica Urologica dell’Universita’ di Monaco di Baviera e primo urologo al mondo ad usare la tecnica laser per le operazioni.

Assieme a loro il professor Andrea Bovero, presidente del Cidesco, il Comitato Internazionale di Estetica e di Cosmetologia. Per l’occasione il Distretto Toscana del Kiwanis Club e il Lions Club Firenze Stibbert hanno messo a disposizione due borse di studio per le migliori relazioni, che saranno pubblicate, come di consueto, dall’American Institute of Physics.

da LIBERO-NEWS.IT

Tumore al seno : corso per infermieri-tatuatori


Tumore al seno, il primo corso per infermieri-tatuatori
Cancro, a Treviso il primo corso nazionale per formare una nuova figura professionale. Infermieri-tatuatori per il benessere estetico delle donne operate di tumore al seno

di Elisa Adamo

Infermiere-tatuatrici per aiutare le donne a ritrovare, oltre al benessere fisico anche quello estetico dopo un intervento di asportazione del cancro al seno. Nasce a Treviso una nuova figura professionale grazie a un corso, il primo in Italia, voluto dall’Usl 9, dal Centro di Senologia e dalla Lilt . L’iniziativa partirà nei prossimi mesi.

Il tatuaggio per nascondere le cicatrici causate dal tumore al seno rientra nel progetto nella Marca e nato da una collaborazione tra Lilt, Centro di senologia di Treviso e da Rita Molinari, tatuatrice professionista del settore. Lo scopo è di far riacquistare alle donne operate di tumore, in particolare al seno, la serenità con il proprio corpo. Il 45% delle trevigiane, che vengono colpite da tumore al seno, subisce un intervento chirurgico di mastectomia e di ricostruzione immediata.

«Diamo la possibilità alle donne di tornare a sentirsi bene con il proprio corpo – dice Alessandro Gava, presidente della Lilt Treviso – Siamo contenti di poter aiutare le pazienti a ritrovare un po’ di serenità e dare loro degli spazi dove sentirsi capite, curate e sostenute anche dal punto di vista estetico».

Il sistema più diffuso per ricostruire il complesso areola capezzolo avviene in anestesia locale: viene prelevato un pezzo di pelle dall’inguine che viene innestato per ricostruire il seno. Ora c’è anche l’opzione del tatuaggio estetico per alleviare il disagio fisico della donna malata.

«Con il tatuaggio si ottiene un grande risulato estetico – spiega Monica Baldessin, medico del centro di senologia trevigiano – Inoltre permette di ottenere il minimo di invasività». La tecnica del tatuaggio estetico in campo medico non è ancora molto diffusa in Italia per due motivi: in primis non è prevista nel tariffario del servizio sanitario nazionale e poi manca la normativa sui tatuatori che devono essere professionisti della dermo pigmentazione accreditati.

A questo proposito partirà, proprio dalla Marca, il primo corso a livello nazionale di tatuaggio estetitico su donne malate di tumore: 6 giornate dedicate alla formazione di figure professionali che possano operare nel campo. Il corso sarà riservato alle infermiere, ed eventualmente ad estetiste professioniste. «Vogliamo che un tatuaggio di questo tipo sia fatto da professionisti- dice Nicola Balestrieri, responsabile del Centro di senologia – Non vogliamo che nessuno si improvvisi tatuatore o che approfitti della situazione». Il corso servirà anche per raccogliere fondi di autofinanziamento.

Nel 2010 la Lilt di Treviso firma un protocollo d’intesa con il centro di senologia: l’attività si svolge da un anno e mezzo e il protocollo prevede che il senologo e il chirurgo plastico selezionino le pazienti idonee al trattamento; dopodichè la situazione viene discussa anche con Rita Molinari. Il tatuaggio estetico, eseguito con protocollo igenico operativo, non viene fatto solo sul seno: sono molte le trevigiane che si sono sottoposte al trattamento per disegnarsi le sopracciglia (cadute con la chemioterapia) e le labbra, private della forma dal tumore e cancellare così anche dal volto i segni della malattia che le ha colpite.

da TRIBUNATREVISO.GELOCAL.IT

Convegno sul trattamento multidisciplinare del linfedema


S. Carlo, convegno su trattamento multidisciplinare del linfedema

Si è tenuto ieri mattina presso l’Auditorium Potito Petrone dell’Ospedale San Carlo di Potenza il convegno sul trattamento multidisciplinare del linfedema.

Il linfedema rappresenta un quadro patologico di non raro riscontro clinico (10-15 % della popolazione mondiale) caratterizzato dal rallentamento o dal blocco della circolazione linfatica dell’arto o degli arti colpiti,a seguito di intervento per tumore mammari o di altro tipo.

La sintomatologia progressivamente ingravescente con comparsa di ricorrenti complicanze di tipo linfangitico acuto di natura per lo più erisipeloide, responsabili di un ulteriore e rapido aumento in volume e consistenza dell’edema.

Il convegno ha visto impegnati : medici di base, medici specialisti, tecnici ortopedici e fisioterapisti.

Sono state evidenziati i specifici trattamenti riabilitativi con l’ equipe dell’unità Operativa di medicina Riabilitativa diretta dal Dottor Domenico Santomauro, e chirurgici con l’Equipe dell’Unità Operativa dei Senologia e Chirurgia Plastica diretta dal Dottor Vincenzo Casillo .

Le novità in campo chirurgico sono state illustrate dal dottor Saturno, chirurgo plastico dell’Ospedale San Carlo e dal dottor Eretta chirurgo dell’ospedale Cairo Montenotte (Savona).

L’avvento delle tecniche microchirurgiche ha consentito di studiare e realizzare soluzioni terapeutiche funzionali e causali del linfedema con lo scopo di drenare il flusso linfatico o di ricostruire le vie linfatiche ove ostruite o mancanti mediante tecniche fini, riparatrici, intervenendo direttamente sulle strutture linfatiche stesse.

Le tecniche microchirurgiche soprattutto se associate alle tecniche di riabilitazione hanno fornito risultati positivi e duraturi nel tempo.

Il congresso ha avuto lo scopo di diffondere la conoscenza dei trattamenti combinati che coinvolgono piu’ figure come quella del fisioterapista, del tecnico ortopedico, del fisiatra e del chirurgo con l’unico obbiettivo del trattamento globale del Linfedema.

da BASILICATANET.IT

Arriva il botox per animali


Dal Brasile il botulino per gli animali

Notizia alquanto bizzarra ma purtroppo veritiera è la pratica, in Brasile, della chirurgia estetica sugli animali; unico scopo rendere più aggraziati i lineamenti di cani, gatti, maialini, ecc.

A quanto pare non erano sufficienti le torture che dovevano subire i nostri amici tra messe in piega, vestitini ridicoli e poco pratici e tinture del pelo, ora potranno essere sottoposti a lifting per scopi puramente estetici. In poche parole con questi “ritocchini” si potranno accorciare le orecchie se troppo grandi, raddrizzare la coda storta, alzare le palpebre cadenti, distendere le rughe del viso o dare una sistemata al muso migliorandone il sorriso.

Tutto assolutamente inutile e doloroso per non dire pericoloso, fortunatamente vige il divieto di effettuare questa pratica su animali che gareggiano alle mostre, proprio per evitare che i padroni, spinti dalla voglia di vincere infieriscano sul cucciolo per modificarlo a proprio piacimento.

Il costo degli interventi di botox varia dai 9000 ai 50.000 euro, ma nonostante le alte cifre e la crisi che incombe, nell’ultimo anno più di 425.000 padroni non hanno rinunciato a “sfregiare” il proprio cucciolo. Grazie al cielo in Europa vi sono leggi che tutelano gli animali da compagnia e che permettono l’impiego d’interventi chirurgici solo per fini curativi dopodichè non ci resta che confidare nella buona coscienza della gente.

da NOTIZIEFRESCHE.INFO

Back To Top